ESERCIZIO CHIAVE: LA SERPENTINA

19 ottobre 2019

Tra le figure di base troviamo la pista, il cambiamento diagonale, il circolo, il cambiamento da un circolo all’altro, l’attraversamento dell’angolo (si è da considerare anche quello come una figura che va preparata ed eseguita in un certo modo e non “a caso”) e poi ci sono appunto le serpentine. Ci sono anche le volte e altri esercizi, ma stiamo esaminando, una alla volta, le prime, in ordine di “difficoltà”.

Alcune serpentine rientrano nella base, quindi ora le vedremo. Per completare l’argomento parlerò anche di quelle più impegnative, ma vanno affrontate più avanti. Più si stringono e più il cavallo deve essere in grado di “portare se stesso” (v. libro “LA SCALA DI ADDESTRAMENTO” e la forza di carico del posteriore con conseguente rilevamento parziale ecc.). Deve anche avere una maggiore flessibilità e uno sviluppo armonico della muscolatura che può esserci solo se si è creata una buona base, proprio grazie all’esecuzione corretta degli esercizi più “semplici”.

Certo che riesco a far fare anche un cerchio microscopico al cavallo, anche senza alcuna preparazione, ma è sicuro che questo non rimarrebbe sulla traiettoria, ma uscirebbe con spalle e/o groppa e rimarrebbe dritto, quando la linea da percorrere è curva.

Un conto è riuscire a fare le cose, un conto è sapere a che cosa servono e perché esiste un modo corretto per eseguirle…

Le serpentine più comunemente usate sono:

1. La serpentina semplice;
2. La serpentina doppia;
3. La serpentina in tutto il campo (a 3,4 o 5 giri o “boucles” - il termine francese con cui vengono chiamate in dressage).

Qual’è il primo problema quando si parla di serpentine?

Che la maggior parte delle persone, pur facendo lezione da anni, non ha idea di che cosa siano e di come si eseguano esattamente (misure, distanza dal lato lungo, divisione del campo in 3, 4, 5 ecc).

Prima di cominciare a fare le serpentine, è utile munirsi di carta e penna e cominciare a disegnare due rettangoli su un foglio: Uno da 20x40 e l’altro da 20x60 (i campi regolamentari in scala).
L’importante è che le proporzioni siano giuste e che nel primo ci stiano due circoli identici, mentre nell’altro ce ne devono stare 3 (circoli = cerchi perfetti).

Esercizio collegato:

Questa è anche un’occasione per ripassare le lettere che ci sono in campo (o dovrebbero esserci).
C e A sono quelle a metà del lato corto, poi, a partire dalla C si fa il giro con M, B, F e dall’altra parte K, E, H. Andate a vedere su google). Lì trovate qualche esempio di campo con la disposizione giusta della lettere. Poi imparatele a memoria!

La X è il centro del campo. Se il campo è un 20x60 ci sono altre 4 lettere (R, S, P, V). Inoltre ce ne sono altre due sulla linea centrale (longitudinale). La D e la G. Se si tratta del 20x60 anche la I e la L 😅.

Come vedete nulla di facile. Nulla di intuitivo. Un cavaliere serio, secondo me, dovrebbe, se non altro, conoscere le lettere e la loro disposizione, nonché la distanza tra loro e dagli angoli.

La mia idea è quella di dare vita ad un MOVIMENTO DI CAVALIERI SERI 🙂 quindi, chi fa parte della nostra “accademia”, queste cose dovrà saperle.

La stessa cosa vale per i campi e per le figure. Prendete quel foglio e disegnatele a mano. Tutte! Scaricatevi le riprese di dressage dal sito della FISE ed eseguitele “virtualmente” con la penna, facendo attenzione ai dettagli. Fino a quando non è tutto estremamente facile bisogna andare avanti a provare. E’ come quando si impara a suonare uno strumento. Si continua a provare. E’ vero che poi la differenza la fa la pratica, ma senza avere una conoscenza teorica di base (buona) come posso pensare di fare bene le cose in pratica….

Vi giuro che ogni volta che richiedo circoli, volte e poi appunto le serpentine…. Se ne vedono delle belle!!! Come minimo la linea percorsa non è perfetta. Il più delle volte, al posto di un cerchio abbiamo un ovale o un qualcosa di completamente sconnesso.

Quando il campo è bagnato potete esercitarvi a vedere la traiettoria che avete percorso. Vedrete esattamente il risultato del vostro lavoro.

A proposito! Anche a me capita di essere imprecisa. E’ naturale ed è estremamente difficile essere precisi perché implica un lavoro di preparazione perfetto e la scioltezza del cavallo da entrambe le parti oltre che tante altre cose...

Non voglio dire che chi è impreciso prende le cose poco sul serio, ma attenzione perché è facile non farci caso o non accorgersi delle imperfezioni e così, piano piano, si perdono di vista alcuni importanti passaggi.

L’imprecisione è spesso segnale di qualche cosa che andrebbe rivisto, ripassato o approfondito.

Torniamo alle serpentine…

1. Serpentina semplice

Si arriva sul lato lungo dopo aver attraversato l’angolo e si esce dalla pista fino alla linea di quarto (metà della metà del campo). Quindi quando siamo all’altezza del centro del campo ci troviamo a 5 metri dalla staccionata (o dal muro). A quel punto si rientra verso la pista toccandola poco prima dell’angolo. I punti di uscita e di entrata devono essere speculari (distanti uguali dall’angolo).

Il senso della serpentina semplice è quello di riuscire a cambiare da una flessione all’altra abbastanza velocemente, ma in modo molto “dolce” (il passaggio si nota poco perché la curva è ancora molto ampia).

Quando esco dalla pista avrò la flessione interna. Nel momento che cambio direzione per rientrare avrò la flessione dalla parte opposta, per poi tornare alla flessione iniziale, prima di rientrare nell’angolo (v. immagine). Il cavallo dovrebbe seguire con il suo corpo la linea della serpentina.

2. Serpentina doppia

Stesso concetto della prima, ma qui la cosa è molto più difficile. Ci sono ben 5 flessioni alternate da considerare (prima erano 3). Le curve sono molto più strette e ravvicinate.

Ci vuole molta destrezza da parte del cavaliere. L’assetto e l’uso degli aiuti deve essere impeccabile e il cavallo deve essere molto flessibile da entrambi i lati e avere già una leggera capacità di riunione per riuscire a “portarsi” di più con i posteriori.

3. Serpentina in tutto il campo

Questo è uno dei migliori esercizi in assoluto per rendere flessibile il cavallo e per “ginnasticarlo” da entrambi i lati in modo bilanciato per risolvere eventuali scompensi (di tipo muscolatura o strutturale).

Allo stesso tempo il cavaliere imparare a usare gli aiuti in modo UNILATERALE (v. anche LIBRO “L’addestramento di base del cavallo sportivo”). Impara a cambiare da una flessione all’altra avendo tutto il tempo e lo spazio per usare al meglio il proprio assetto in modo funzionale (v. anche POST “L’assetto funzionale”).

Le “vecchie” serpentine tonde (v. immagine) erano le più utili dal punto di vista addestrativo. Ora non si fanno più in quel modo, ma si eseguono “dritte”. In quel modo semplicemente si hanno “più angoli” da attraversare, ma il cambio di flessione longitudinale è perso.

In allenamento io le faccio (e la faccio fare) alla vecchia maniera, così come la insegnano i maestri di un tempo. Inoltre, loro dicevano “due volte di fila, avanti e indietro, solo allora si avrà un risultato vero” ❤️

Quella a 3 è facile, con girate ampie. Perfetta per il primo anno (al trotto e poi al trotto seduto). Poi si possono fare a 4 è alla fine anche a 5 giri, facendo attenzione che la girata non sia mai più stretta di quanto il cavallo sia in grado di fare (flessione longitudinale - v. anche POST Esecuzione delle linee curve).

Buon lavoro e alla prossima 😘
Un abbraccio,
Daniela




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