IL PRIMO ANNO DI ADDESTRAMENTO

18 Luglio 2018

Abbiamo parlato di obiettivi e piani di allenamento, in base ad esperienze e circostanze e la domanda che mi è stata fatta poco fa da uno di voi è proprio inerente a questo:

“Mi arriva un puledro di 4 anni. Come posso organizzare il lavoro in modo da rispettare i tempi? Come posso fare un piano di lavoro?”

Ora, rispondere qui, in un unico post è impossibile, ma posso, a grandi linee, dare qualche indicazione generica.

Per prima cosa bisogna pensare che per un buon addestramento di base ci vogliono anni. 3-4 anni per la precisione.

Che cosa significa addestramento di base? Avere una buona base? Qui ci ricolleghiamo inevitabilmente al solito argomento ossia "La scala di addestramento” (v. libro). Purtroppo senza sapere bene cos’è e senza aver capito ogni collegamento tra i vari passaggi non è possibile parlare di pratica. Nella pratica, ogni cosa, ogni cambiamento, ogni causa e ogni effetto sono direttamente collegabili al complesso sistema di evoluzione fisica e psichica che il cavallo subisce fin dal primo momento che saliamo in sella, o anche prima.

E’ complesso, ma non è impossibile da capire, per chiunque. L’unico modo per capire davvero è 1) studiare 2) mettere in pratica 3) ristudiare 4) riprovare ecc. Ogni volta che riprendete in mano la teoria qualcosa vi sembrerà più chiaro e ogni volta che riproverete nella pratica riuscirete a comprendere di più.

Si procede quindi secondo lo “schema” (da non vedere mai come punti separati - nessuno di questi si può ne concludere, ne cominciare in un preciso momento):

RITMO
DECONTRAZIONE
CONTATTO
IMPULSO
CAVALLO DIRITTO
RIUNIONE

Per arrivare ad un equilibrio sempre maggiore e ad un cavallo “NEGLI AIUTI”.

C'è anche un altro testo che potrebbe fare al caso vostro, ossia: "L'addestramento di base del cavallo sportivo"

Tratta proprio del PRIMO PERIODO DI ADDESTRAMENTO (1-2 anni) con numerosi spunti per il lavoro giornaliero.

Primo anno è da intendersi come base assoluta per ogni cavallo. Come già saprete molti cavalli, pur essendo già ad “alti livelli” (agonisticamente parlando), hanno più di qualche lacuna a livello di base, che negli anni si traduce in malessere più o meno grave, che incide sia sui risultati in gara che sulla qualità di vita in generale.

Quindi non servirà solo a chi ha un puledro “verde”, ma a chiunque. Sarà un manuale utile a tutti, da poter prendere come guida per la stesura di un piano di allenamento funzionale a lungo termine. Come tempi io parlo in primi mesi di addestramento. Chi non ha un cavallo giovane o impreparato procederà comunque allo stesso modo, passo per passo, ripercorrendo l’intero tragitto. Ovviamente i tempi potranno essere (non è detto però perché muscolatura e strutture fisiologiche hanno comunque bisogno di tempo, nonostante “l’esperienza”) leggermente più corti e i risultati si potrebbero vedere prima. Potrebbe anche essere il contrario. A volte insegnare da un punto zero è più facile che non aggiustare vecchi pasticci che si sono trasformati nella “normalità”.

QUINDI:

Qui di seguito alcuni esercizi semplici che vanno bene nei primi 5-6 mesi di lavoro del primo anno di addestramento per sciogliere l’intera muscolatura e creare una situazione ideale di partenza:

1. Ca. 10 minuti di passo a redini lunghe (Se il cavallo è bravo e tranquillo va bene anche alla massima lunghezza, tenendole solo alla fibbia, permettendo libertà di movimento assoluto. Se il passo è irregolare o ci sono “problemi” a livello di collo e nuca - es. troppo sviluppata la muscolatura sotto al collo; rigidità e difficoltà di cedere a livello della nuca - allora tengo un contatto e richiedo una cessione della nuca (v. POST “Il mio cavallo è rigido - fatica a flettersi”). Se invece il cavallo è solo nervoso e carico, tengo un leggero contatto di sicurezza (nel caso ci fosse una fuga improvvisa o scarti di qua e di là), senza chiedere flessioni o cessioni di alcun tipo. Di solito, dopo qualche minuto la tensione scende ed è poi possibile il passo a redini completamente sciolte;
2. Trotto leggero sul circolo (20m);
3. Cambio di mano frequente (da un circolo all’altro, diagonale corta o lunga - metà campo o tutto il campo);
4. Frequenti transizioni passo-trotto e trotto-passo (un vero esercizio chiave che fa miracoli…);
5. Frequenti transizioni trotto-galoppo e galoppo-trotto in circolo (20 m - sempre a distanza di ca. 1 o 2 giri - v. anche POST “La partenza al galoppo”);
6. Aumentare e riprendere l’andatura sul lato lungo (al trotto e al galoppo);
7. Lasciar “scivolare le redini dalle mani” al trotto leggero (mantenendo un contatto e senza che il cavallo ci tiri fuori dalla sella…);
8. Serpentine semplici sul lato lungo;
9. Serpentina in tutto il campo di 3 giri (o boucles) al trotto leggero o (se la decontrazione della schiena del cavallo lo permette) al trotto seduto;
10. Cessioni alla gamba sul lato lungo;
11. Giri sull’anteriore (v. POST “giro sull’anteriore”).

Tutte gli esercizi dovrebbero essere eseguiti con le redini più lunghe possibili (con controllo della nuca e quindi con contatto morbido e più stabile possibile) per migliorare la generale disponibilità del cavallo a rispondere agli aiuti e ad eseguire quel che gli viene chiesto senza tensioni o ribellioni (SOTTOMISSIONE v. criterio di valutazione nelle schede di dressage). Creare una base solida di fiducia reciproca è importantissimo.

E’ PIU IMPORTANTE CHE IL CAVALLO SI FIDI DI NOI E CHE SIA SERENO, CHE NON LA PERFETTA ESECUZIONE E IMPOSTAZIONE FISICA DURANTE IL LAVORO. A QUESTO PUNTO NON E’ ANCORA POSSIBILE PRETENDERE UN CONTATTO SEMPRE STABILE E UNA DECONTRAZIONE SEMPRE COMPLETA, MA SE SI CONTINUA A LAVORARE IN SERENITA’, CON CALMA, CERCANDO DI NON CREARE MAI DEL CONFLITTO, MA CONCENTRANDOSI IN GENERALE SULLA FLUIDITA’ DEI MOVIMENTI E SULL’ARMONIA TRA CAVALLO E CAVALIERE, IL RESTO VERRA’ DA SE. ACCONTENTARSI DI PICCOLISSIMI MIGLIORAMENTI E’ FONDAMENTALE. MISURATEVI CON VOI STESSI, NON CON ALTRI O CON UN’IDEALE NELLA VOSTRA TESTA.

Se tutto procede bene, nella seconda parte dell’anno (dal 6° al 12° mese circa) si può cominciare con esercizi leggermente più impegnativi:

1. Le transizioni trotto-galoppo si fanno più ravvicinate (ogni mezzo giro);
2. Rimpicciolire e ingrandire il circolo al galoppo (senza esagerare) e tornando “fuori” in modalità quasi di “cessione”;
3. Controllare la sicurezza dell’equilibrio e dell’impostazione avanzando con entrambe le mani oltre il garrese sul lato aperto del circolo - poi rimettere le mani nella loro posizione (se tutto rimane invariato il cavallo è in equilibrio e si porta “da se” senza crollare sulla spalla);
4. Serpentina doppia sul lato lungo;
5. Cessione alla gamba interna, sul dritto o sul circolo (testa quindi non verso la staccionata, ma verso l’interno);
6. Aumentare l’andatura sul lato lungo, riprenderla sul lato corto (con apertura leggermente maggiore rispetto a prima - future andature MEDIE);
7. Rimpicciolire e ingrandire il rettangolo con cessioni sul lato lungo;
8. Lasciar scivolare le redini (come prima) da fermi, al passo, al trotto e al galoppo;
9. Passo medio (con incollatura ben distesa, ma controllo della nuca).

Tutti gli esercizi vengono eseguiti prima al passo, poi al trotto e poi al galoppo. Devono migliorare la flessibilità del costato e la scioltezza della schiena, così come dell’intera muscolatura “portante” superiore (v. POST “tensione superiore positiva”). La scelta della sequenza, del numero di volte che si esegue un esercizio o della quantità di esercizi da eseguire durante una singola sessione di lavoro va in base alla preparazione atletica di cavallo e cavaliere. La regola di base è che bisogna sempre fermarsi prima della stanchezza totale. Prima che il cavallo si stufi, non appena qualcosa “viene bene”. Non è necessario il riferimento “dell’ora”. Sentite voi quando è abbastanza, si parte da 15-20 minuti, poi si passa gradualmente a di più.

A presto! Scappo in maneggio 😬

Un abbraccio,

Daniela





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