IL TROTTO SEDUTO (INTRODUZIONE)

02 Agosto 2019 4 Commenti

Parliamone…

Ero davvero convinta di aver già trattato l’argomento in passato. Voglio dire, in modo specifico. Invece, dopo una richiesta che ho avuto da parte di una ragazza del nostro “TEAM” (gruppo Accademia Equestre Online ACS), mi sono accorta che non esiste ancora un post che descriva bene il trotto seduto 😅

Vedremo quindi perché fare il trotto seduto, a che cosa serve, quando preferire il trotto leggero e perché, quali precauzioni ci sono da prendere ecc.

PROBLEMA #1

Il problema sta alla base, ossia che sento ancora persone dire “per quelli che fanno dressage è una conto, ma qui è diverso…” . Certo, ci sono cose che chi salta non dovrà affrontare, ma il trotto seduto non fa parte di queste. Perché? Perché il DRESSAGE sta alla base di ogni disciplina e non significa altro che “addestramento” (e quindi allenamento).

Chi ha letto uno dei miei libri sa che la sessione di lavoro ideale andrebbe suddivisa in 3 parti: 1) la fase di riscaldamento (in cui si vuole arrivare principalmente alla decontrazione in tutte le andature e comprende anche i 10 minuti di passo iniziale); 2) la fase di lavoro (le richieste diventano più impegnative e si lavora sui propri obiettivi (micro e macro obiettivi - v. diario di allenamento sul sito www.addestramentocavallosportivo.it - un lavoro fatto senza un obiettivo non porterà a nulla di concreto); 3) la fase finale in cui si torna a far rilassare il cavallo e si fa di nuovo un bel po’ di passo, fino a quando la respirazione e il battito del cavallo sono di nuovo nella norma.

La durata di queste fasi dipende molto dal cavallo. Con cavalli giovani o che necessitano un lavoro di recupero a volte ci vuole un’ora intera per arrivare alla decontrazione. In quel caso si salta completamente la vera fase di lavoro. Non importa. Quel che importa è che si sappia quale sarebbe la cosa ideale e quindi quella che vogliamo raggiungere. Così ci si può lavorare…

Spessissimo vedo cavalieri che saltano completamente la fase 1 e anche l’ultima è molto striminzita… NON BENE. Chiaro che la prima fase è quella meno elegante da vedere, ma è la base di tutto il resto. Senza aver raggiunto la decontrazione NON SI DEVE INIZIARE A FARE NIENT’ALTRO.

Sennò poi arrivano commenti come “quel cavallo è gran scomodo”, “tira sempre su la testa…mettigli una redine di ritorno va là”, “va via storto…flettilo dall’altra parte”, “no io non riesco proprio a stare seduto, è terribile” ecc. ecc.

Tutti i problemi di rigidità, movimenti poco espressivi, comunicazione tra cavallo e cavaliere e di comodità sono dovuti ad una mancante decontrazione. Non sento quasi mai pronunciare questa parola dagli istruttori… è come se un pizzaiolo non sapesse dell’esistenza del lievito…

Quindi per migliorare la vostra capacità di stare seduti, probabilmente c’è da lavorare prima sul resto. Sul lavoro. Sulla base. Scala di addestramento… sì lo so sono noiosa. Si torna sempre lì, ma purtroppo quello è. Tutto è quello! Per sempre! Ogni singola sessione di lavoro (anche alla corda come scoprirete MOLTO PRESTO nel mitico libro #3 🙂 ansia, agitazione…. #staytuned) è da analizzare in base alla scala di addestramento. Tutto cambia continuamente, ma il filo conduttore rimane. E’ un dono che i “vecchi” maestri ci hanno lasciato. Quelli nuovi lo hanno aggiornato continuamente, ma le basi sono quelle. L’anatomia del cavallo è una sola. I sistemi sono quelli (muscoli, tendini, articolazioni…). La scala di addestramento è difficile da comprendere e da applicare, ma una volta capito il sistema vi renderà la vita (equestre) di gran lunga più semplice. Grazie maestri!!!

QUANDO DI TROTTA SEDUTI

Ora che sappiamo come dividere “l’ora” possiamo dire che il trotto seduto va fatto soprattutto nella fase 2, di lavoro.

IMPORTANTE

Il trotto seduto non va fatto con il puledro o cavallo a inizio addestramento. La muscolatura della schiena deve essere sufficientemente forte e preparata per poter portare il nostro peso in modo continuo. Quindi quando il problema riguarda cavalli da 3-4 anni questo è normale. A parte il fatto che magari il cavallo può risultare per natura più comodo e quindi può sembrare pronto…. Bisogna rispettare i tempi… cavalli disponibili sono ingannevoli… 🙂 se volete lavorare sull’assetto quindi non fatelo con il puledro, ma con un cavallo esperto. Non un cavallo più vecchio. Uno lavorato bene. E’ diverso. Il cavallo deve essere scaldato bene, decontratto e avere la schiena elastica che permette al cavaliere di seguire il movimento. Altrimenti invece di imparare qualcosa si rischia solo di peggiorare la situazione.

DUE STADI DI TROTTO SEDUTO

Ci sono due fasi diverse che riguardano il trotto seduto. Una è quella dell’equilibrio. La prima. Il primo stadio è quello in cui si impara a SEGUIRE il movimento. La muscolatura della schiena e dell’addome sono continuamente al lavoro per adattarsi agli spostamenti del cavallo. Bisogna comprendere qual’è il punto più profondo della sella, per avvicinarci il più possibile al baricentro del cavallo. Bisogna imparare a non stare ne troppo indietro, ne troppo in avanti e bisogna trovare la lunghezza giusta delle staffe. La sella qui è abbastanza indifferente perché ci importa principalmente di riuscire a stare seduti al centro della sella, con il bacino che segue il movimento. Fondamentale è la decontrazione del cavallo (perché la schiena risulti morbida) e anche quella del cavaliere (più riusciamo a essere rilassati meglio è). A noi facevano cantare una canzone 🙂

La fase 2 è ben diversa. I più si fermano alla fase 1. Invece è proprio qui che il trotto seduto assume un vero significato. Non serve a nulla infatti stare seduti, se non per influenzare il cavallo con il proprio assetto. Si passa dal semplice assecondare il movimento al gestire l’intera situazione quasi esclusivamente con l’assetto. Quando si arriva qui si diventa cavalieri diciamo. La mano diventa un accessorio praticamente. Lì per garantire solo la possibilità al cavallo di avere la tensione superiore necessaria per un ottimale sviluppo della muscolatura della schiena (è sempre tutto collegato…).

Si passa all’ASSETTO FUNZIONALE.

Il discorso è particolarmente lungo…. Mi rendo conto… quindi lo affronteremo un po’ alla volta.

Intanto potete trovare i seguenti POST sul BLOG:

1. LA DECONTRAZIONE
2. LA MEZZA FERMATA
3. L’ASSETTO FUNZIONALE
4. IL TROTTO LEGGERO

E molti altri 🙂 dal PC potete usare i TAG per trovarli in base agli argomenti (es: #assetto)

Un abbraccio grande e buona giornata a tutti! 😘

Daniela

Ps: Avete visto che sono usciti i risultati del GIVE AWAY di @MYEQUUSTEAM ❤️
Sto usando questa App da un po’ e mi trovo davvero bene 😊. COME SAPETE SONO UNA FAN DEL PIANIFICARE IL DA FARSI 🙂 CIO’ CHE VIENE SCRITTO E’ PIU’ FACILE CHE SI REALIZZI. I PENSIERI VANNO E VENGONO…

#equitazioneperamore



4 Risposte

Carlo
Carlo

26 Agosto 2019

sono praticamente d’accordo su tutto, salvo quando hai accennato al “lavoro alla corda”dobbiamo cancellarlo dal vocabolario! il lavoro è alla lounge, alla corda non è lavoro, è un abborracccìo sono toscano, si sente?)

Rosanna
Rosanna

26 Agosto 2019

Più leggo le news e più rimango a bocca aperta per la semplicità e la chiarezza con cui vengono presentati gli argomenti. Sono affascinata!!!!

alberto Odone
alberto Odone

26 Agosto 2019

Interessante, avanti ti così,grazie

giuliana
giuliana

26 Agosto 2019

grazie per le indicazioni sempre puntuali e precise! ogni giorno ci si accorge che si può sempre fare qualcosa di meglio.

Lascia un commento

I commenti dovranno essere approvati prima di essere resi visibili.