Perché non riusciamo a stare SEDUTI al GALOPPO? 🏇🏼

01 aprile 2022

Perché il galoppo sembra essere così difficile?<br>
Stavo pensando al fatto che le persone, fin dalle prime lezioni pensano che il galoppo sia chissà che cosa, ma perché è così? Cosa ci mette così in difficoltà? Il galoppo non è niente di strano. Semplicemente è una delle andature di base del cavallo. Come il passo e il trotto.<br>
Sono arrivata ad una conclusione!<br>
I fattori principali sono 3:<br>
Fattore 1 - La nostra mente! Il primo problema nasce nella nostra testa. Pensiamo. Pensiamo troppo! Pesiamo che il galoppo sia VELOCE. Per carità, il cavallo può raggiungere velocità pazzesche al galoppo, ma di solito non è il caso del cavallo da scuola alla longia (il galoppo andrebbe sempre sperimentato prima al galoppo, con un cavallo bravo, che abbia ricevuto un buon addestramento) o comunque in un campo chiuso e relativamente piccolo. Il problema non è la velocità. Si pensa che diventi impossibile tenere il cavallo sotto controllo e forse è vero, ma non perché va più veloce di prima e qui arriviamo ai fattori 2 e 3;<br>
Fattore 2 - Pensiamo di continuare a muoverci come al trotto, seguendo il cavallo da dietro in avanti. Sbagliato! Se il movimento del bacino si limita a seguire il cavallo pensando di fare “da dietro in avanti” non può funzionare! Il galoppo è un movimento tridimensionale, diagonali, in tre tempi + uno di sospensione. La sequenza è questa (prendiamo come esempio il galoppo sinistro): posteriore destro (da solo), anteriore destro e posteriore sinistro (insieme), anteriore sinistro (da solo), sospensione. Come vedete niente di simmetrico. Già questa sequenza fa pensare ad un dondolio che oltre a muoverci da dietro in avanti, ci muove anche lateralmente. Un po’ come le onde che fanno dondolare una barca ferma;
Bisogna quindi imparare a gestire il proprio bacino. Imparare a muoverlo in 3 dimensioni. Seguendo lo stesso schema del cavallo. Parte posteriore destra, parte anteriore destra e posteriore sinistra insieme e poi parte anteriore sinistra (vedi immagine del bacino dall’alto). Ovviamente lo spostamento è minimo, ma bisogna imparare a fare la differenza tra destra/sinistra, avanti/dietro, ma soprattutto capire come spostare il peso da dietro a destra a sinistra in avanti e viceversa, quindi riuscire a gestire le diagonali. Sono quelle che fanno la differenza e sono quelle che ci fanno aderire perfettamente alla sella in ogni fase. Se non ci muoviamo in un modo e il cavallo in un altro, ovviamente veniamo balzati fuori dalla sella ad un certo punto. <br>Risultato:<br>
Fattore 3 - Rigidità! Cerchiamo di fissarci addosso alla sella per non cadere. Sentiamo che la situazione è critica e stringiamo forte le gambe perché pensiamo di stare su in qualche modo. Ancora peggio se cerchiamo di aggrapparci con le mani da qualche parte. Sbagliato! Sarà più facile stare in equilibrio se non ci teniamo. Prendendo la sella o la criniera ci sbilanciamo in avanti e non siamo più in grado di seguire il movimento. Diventa tutto ancora più innaturale e se veramente veniamo balzati fuori la nostra presa non ci salverà più di tanto. Se stringiamo le gambe tipo schiaccianoci invece non facciamo altro che peggiorare la situazione perché con le gambe in tensione non siamo più in grado di muovere liberamente il bacino. Bacino bloccato = catastrofe! Niente movimento tridimensionale. Impossibile! Nemmeno più bi-dimensionale quindi si viene balzati ancora più in fuori e ci sembra un incubo.<br>
Il segreto è rilassarsi e fare un bel respiro pensando di mantenere la piena scioltezza a livello del bacino e delle gambe, che possono si stringere per qualche secondo, ma poi la tensione va rilasciata. Devono stare solo appoggiate leggermente al cavallo e alla sella. Senza forzature. Il peso va proiettato in basso. La caviglia è il nostro ammortizzatore e proietta il peso verso il basso ad ogni falcata, seguendo il ritmo dell’andatura. Il bacino segue il movimento tridimensionale del cavallo (che sarà diverso dal galoppo sinistro a quello destro - esercitarsi su una sedia o uno sgabello e fingere il movimento giusto per i due galoppi). Ovviamente dovete tenere il passo con il cavallo. Se siete troppo veloci o lenti andrete comunque fuori ritmo. Poi il tronco. Addome e lombari sono in leggera tensione positiva per tenere il busto in posizione, ma senza trattenere il fiato. Braccia sciolte, a partire dalla spalla perché anche quelle devono seguire il ritmo. Il cavallo basculante con il collo e voi non dovete bloccarlo ad ogni falcata tenendo le redini/mani fisse. La connessione deve restare sempre la stessa. Dovete sentire la bocca, ma non tirare mai. Se il braccio è sciolto viene automatico senza che muoviate avanti e indietro le braccia.<br>
Poi godetevi il momento. Se il cavallo accelera un pochino non succede nulla. State insieme a lui. Richiamatelo falcata per falcata, un po’ con le mani, un po’ con la voca, stringete il circolo, ma state rilassati perché la tensione NEGATIVA da ANISA non aiuta mai. Se vi irrigidite (e succede se andate nel panico) tutto è più complicato.<br>
Il galoppo non è un mostro. È un movimento BELLISSIMO da seguire con entusiasmo. Poi diventa una favola. Un sogno. Sembra stare sopra le nuvole.<br>
Un abbraccio,
Daniela<br>
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