Qual’è la differenza tra MESSA IN MANO e RIUNIONE

14 ottobre 2021

Due concetti completamente diversi, attenzione!

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Queste domande mi piacciono perché le risposte possono chiarire alcuni dubbi fondamentali a tutti (credo!)

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Messa in mano:

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Il cavallo si mette in mano (si stabilisce il CONTATTO reale - inteso come 3. punto della scala di addestramento) come conseguenza ad una corretta risposta agli aiuti in avanti.

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In breve: la gamba agisce sull’addome del cavallo. Questo si contrae e si alza e fa alzare anche la schiena. In questo modo la spinta del posteriore (creata sempre dalla gamba) può attraversare bene il corpo facendo fluire l’energia in avanti. Il cavallo “esce dal suo corpo” con il collo e decontrae la nuca. Va in cerca della mano del cavaliere (che deve ovviamente trovare) dalla quale si “sgancia” una volta trovata, masticando (in realtà trova l’imboccatura collegata alla mano del cavaliere).

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Si stabilisce una connessione reale e morbida, senza forzature e azioni attive della mano. Tutto quello che accade in mano è una conseguenza di quello che accade “dietro”. Bisogna imparare a sentire con le mani che cosa provoca un’azione in avanti data da peso e gambe.

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Accettazione degli aiuti. Decontrazione. Il cavallo è negli aiuti del cavaliere e ancora prima “davanti agli aiuti” (vedi recente post IG). Può accadere già nel primo periodo di addestramento che si arrivi ad una messa in mano, anche se il quadro generale avrà un altro aspetto da quello che avremmo con un cavallo più avanti con l’addestramento.

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Riunione:

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La riunione è (insieme al rilevamento parziale) l’ultimo punto della scala di addestramento. È il risultato di anni di lavoro di base fatto bene.

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Non è nulla che si può semplicemente richiedere, di punto in bianco, soprattutto se mancano i presupposti (ritmo, decontrazione, contatto, impulso e cavallo diritto - il cavallo deve stare negli aiuti).

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Non esiste poi “la riunione”, ma diverse sfumature. Già il lavoro di base contiene in se piccoli accenni di riunione. Non appena il cavallo ha un buon equilibrio di base (con il cavaliere sulla schiena si intende) e rispetta e risponde con facilità agli aiuti, si inizia a lavorare in quella direzione.

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Una delle cose fondamentali è che si sia creata prima la giusta forza propulsiva. Le andature devono essere così qualitative da poter ampliare le falcate con facilità, senza alterare il ritmo e la scioltezza.

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Quella spinta e quella forza servono poi per trasformare il tutto il forza portante (pensate ad una molla). Transizioni (soprattutto all’interno della stessa andatura) e mezze fermate sono la chiave per la comunicazione e per arrivare a quel gioco di “aprire e chiudere” in armonia e con la dovuta fluidità.

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L’assetto deve essere corretto e sciolto a sua volta, per non impedire la fluidità del movimento. L’orchestra degli aiuti deve essere in armonia (tempismo e dosaggio sono fondamentali). Sostenere e comunicare, senza mai forzare.

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Con questo lavoro il posteriore diventa più forte e le articolazioni più mobili. Il cavallo abbassa la groppa e “si siede” quando si raccoglie il cavallo. La chiusura avviene da dietro in avanti. Perché i posteriori sostengano più peso e finiscano sotto ed in avanti, deve esserci il sostegno degli aiuti in avanti e le mani devono essere leggere per non bloccare il movimento.

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Insomma. La riunione è qualcosa che si costruisce e che si evolve nel tempo, con il lavoro. In un certo senso anche la messa in mano è un risultato e non un punto di partenza, ma sono ben diversi tra loro.

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Un cavallo “in mano” non è per forza riunito, mentre un cavallo riunito deve essere in mano (e molte altre cose).

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Quando dicono “riuniscilo un po’ con le mani” è un campanellino d’allarme. Errore! Info sbagliata! O espressa male, incompleta, se non altro.

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Non è possibile riunire un cavallo con le mani!

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Per approfondite ancora di più gli argomenti leggi: 

libro “La scala di addestramento”;

libro “L’addestramento di base del cavallo sportivo”

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A presto 😘,

Daniela

ACS





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