RENDERE BELLI E SANI I CAVALLI CON IL LAVORO

29 Settembre 2019

Ma come?

Ieri sono stata a vedere un sacco di bei puledrini alla rassegna allevatoriale di Portogruaro.
Mi è venuta voglia di super cavalli adesso. Di gare. Di fare le cose fatte bene… cioè ce l’ho sempre quella, ma andare a vedere certe cose risvegliano sogni dormienti. Ora me li faccio passare subito :)

Ho anche avuto modo di riflettere molto. Mi sono trovata in alcune situazioni davvero sgradevoli sugli spalti. Purtroppo mi capita quasi ogni volta che mi reco a manifestazioni di vario genere… che si tratti di allevamento, dressage o salto ostacoli… i discorsi sono sempre gli stessi!

Le persone (non tutte per fortuna!) parlano perché hanno una bocca per parlare. Senza rispetto e senza sapere assolutamente nulla di utile. Il “sapere” è basato perlopiù sul senato dire e sull’apparenza. Sembra difficile guardare oltre, vedere il potenziale vero, farsi le domande giuste e voler crescere. Molto meglio gonfiarsi davanti agli altri e fare quelli “che sanno”.

Bene… detto ciò… la cosa che mi sono chiesta tornando a casa è:
Come faccio a fare di più? Voglio dire… vengo presentata alle persone così:
“Lei scrive libri…” “Ha un blog…”…. Si ok interessante. Ma anche no. A meno che uno non conosca gli argomenti trattati un libro può significare molto o niente. Un blog poi… alcuni ancora non sanno cos’è un blog :)

Ma che cos’è che sono esattamente?


Perché le persone dovrebbero conoscermi? Tutte!

(Suona un po’ presuntuoso lo so… ma non è mia intenzione tirarmela… voglio solo arrivare all’importanza del mio messaggio)

Sono arrivata a tale conclusione:
Io so su che cosa si basa l’addestramento di base del cavallo sportivo. Conosco esattamente i meccanismi della scala di addestramento (v. libro qui), grazie alla quale la Germania ha per molti anni dominati il mondo equestre sportivo. Non è casuale. Non avevano più possibilità o più “fortuna”. Semplicemente hanno più disciplina e più “ordine”. Seguono un percorso ben preciso e lo fanno seguire a tutti (o quasi). Non tutti sono poi in grado di farne il meglio, ma molti sì. Almeno i mezzi vengono dati a tutti. Poi sta alla persone riuscire ad utilizzarli a proprio vantaggio, ma ancor già a vantaggio del cavallo.

 

L’addestramento (l’intero percorso dalla doma fino al culmine della carriera) ha come fine quello di:


1. TIRARE FUORI IL MEGLIO DA OGNI CAVALLO, FACENDO VENIRE A GALLA TUTTO IL SUO POTENZIALE;
2. ALLENARE IN MODO ARMONICO IL CAVALLO, PORTANDOLO “IN ASSE” (per chi ha letto “La scala di addestramento” sa di che cosa parlo) E GARANTENDO COSI’ UNO SVILUPPO ARMONICO DELLA MUSCOLATURA, EVITANDO SFORZI SBILANCIATI DELLE STRUTTURE COME ARTICOLAZIONI, TENDINI E/O LEGAMENTI;
3. RENDERE PIU’ BELLO IL CAVALLO SIA DAL PUNTO DI VISTA STRUTTURALE (muscolatura) CHE PER QUANTO RIGUARDA I MOVIMENTI (solo se il cavallo è in asse sarà possibile sviluppare al meglio “l’impulso” e senza quello non si arriva ne alla massima apertura delle falcate, ne al massimo grado di riunione;
4. TENERE ALTA LA MOTIVAZIONE, FAR PIACERE AL CAVALLO CIO’ CHE SI FA CON IL RINFORZO POSITIVO E SENZA L’USO DI METODI COERCITIVI.

Qui si parla di riunione e massima apertura delle falcate, ma non stiamo parlando di dressage. Mi chiedono a volte se non mi piace il salto… e chi l’ha detto? Solo perché parlo di scala di addestramento non significa che io non ami saltare! La sola domanda mi dice che c’è una mancanza di sapere….

Mi viene da pensare che si pensi che “un certo tipo di lavoro” sia solo per alcuni, quando invece non si sta parlando di altro che della BASE PER TUTTI. A meno che uno abbia qualcosa contro qualche punto di quelli citati prima…

Cioè perché salti non vuoi un cavallo sereno e felice? Non vuoi un cavallo che si muove bene e senza tensioni? Non vuoi che la sua muscolatura sia ben sviluppata da entrambi le parti e che questo gli permetta di evitare danni da sforzo eccessivo? Non vuoi che sia bello ed espressivo? Fammi capire… Allora se vuoi tutte queste cose significa che c’è da lavorare! Anche per te e non solo sui salti.

Una volta creata la base il salto non sarà più un problema. Sarà un piacere unico. E’ quasi sempre la base a causare problemi nei percorsi. Errori di ritmo, mancanza di equilibrio, cambi di galoppo scorretti, girate eseguite in modo pessimo, perdita di impulso nei momenti meno opportuni, schiene contratte e posteriori trascinati, che non vengono “portati sotto” sono solo alcune delle cause degli errori che poi vengono fatti.

Finché si rimane convinti che “chiudendo di più il cavallo” (con la mano) aumenti la spinta del posteriore (e quindi poi si ricorre alle redini di ritorno… per esempio) abbiamo un problema!
La chiusura è un’altra cosa e non viene da davanti. Non so quante volte lo ripeto, ma anche ieri sentivo parlare dei fenomeni di ste cose…

 

Quindi. Riassumendo… credo che io debba farmi conoscere da:


1. Persone che hanno cavalli di proprietà e vogliono migliorare la qualità del lavoro svolto per una maggiore soddisfazione generale (e/o risultati);
2. Persone che si occupano di preparazione di cavalli sportivi (credo che ci siano cose che si potrebbero fare meglio soprattutto in vista di salvaguardare la salute del cavallo, alla lunga);
3. Gente che gareggia (a meno che non ci sia interesse di migliorare nettamente le prestazioni);
4. Istruttori (credo che le nozioni manchino proprio alla base e che i “normali” corsi di istruttori qui - anche i migliori - non preparino a sufficienza le persone);
5. Allevatori (un eccellente “prodotto” merita un’eccellente preparazione e con questo non intendo che in due mesi sia pronto per chissà quale sfida, ma che vengano rispettati i tempi necessari perché il potenziale possa affiorare per davvero);

Come saprete ACS si sta evolvendo e da semplice BLOG vuole diventare una scuola di formazione indipendente (online e non). Per ora il pubblico era vasto e poco definito. Ora so quali sono i prossimi passaggi da fare!

 

Alla fine di tutto, tutti ne devono giovare!


Pensateci… io sono felice perché potrò aiutare sempre più persone a migliorare la propria esperienza equestre, ma anche le prestazioni in gara.
Il privato o l’allievo è contento perché sa come deve procedere con il lavoro, qualora si trovasse “da solo” in certe situazioni. Imparerebbe a conoscere meglio il proprio cavallo, a gestire meglio il proprio assetto, ma soprattutto a pianificare un lavoro costruttivo.
L’istruttore avrebbe più mezzi con cui lavorare e le sue lezioni acquisirebbero un valore superiore.
Il proprietario del maneggio potrebbe vantare istruttori più preparati e metodi di insegnamento più “internazionali”.
Chi addestra e prepara i cavalli potrebbe farlo in modo ancora più efficace rendendo felice anche il proprietario.
I cavalli starebbero meglio e avrebbero meno bisogna del veterinario. Ecco… forse quest’ultimo avrebbe qualcosa da ridire ;) ma non è vero. Potrebbero concentrarsi su cose serie, causate da fattori esterni e non da errori commessi durante il lavoro, difficilmente diagnosticatili e ancor meno curabili, il più delle volte (senza contare che se non si cura la causa - errore di lavoro - il problema si riproporrà puntualmente).

Io so di fantasticare molto, m più vado avanti e più credo in quello che faccio perché tutti i giorni ho conferme da parte dei cavalli con cui ho il piacere di lavorare e soprattutto da persone (a volte mai incontrate di persona) che da quando seguono questa pagina e hanno letto i miei libri hanno cambiato radicalmente approccio ed hanno ritrovato il piacere di andare a cavallo e di provare a superare i propri limiti.

Ci sono alcune storie di successo incredibili che prima o poi condividerò con voi perché troppo belle!

Tutti vogliono i risultati e l’armonia, ma pochi sono disposti a mettersi in discussione e a procedere come si deve. Si spera nelle scorciatoie, ma non funziona. Almeno non a lungo.

Pochissimi sanno usare perfettamente il loro assetto. Ancora meno conoscono e applicano in modo corretto i princìpi della scala di addestramento. Con "poco" si potrebbe fare tanto! Tanta differenza!

Prima o poi il conto delle proprie scelte si presenta. Di solito quando è troppo tardi per rimediare.

Tu a quale genere appartieni?

Sei un tipo “why not?” o un “yes, but” :)

A presto!!

Abbracci,
Daniela

PS: In costruzione anche la sezione “FITNESS PER CAVALIERI” sul sito www.addestramentocavallosportivo.it (Coming soon!)

#equitazioneperamore



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