PRIMO LAVORO CON BARRIERE E CAVALLETTI


Con Layla sto iniziando lentamente a introdurre nel lavoro anche barriere e cavalletti.
Il suo equilibrio migliora di giorno in giorno, il che si traduce in andature più fluide e un ritmo molto migliore, in linee più "dritte" o comunque più "come le voglio io". Piano piano sia le transizioni da un'andatura all'altra che i cambi di direzione ci vengono meglio, a volte a dirittura già in modo estremamente naturale, quasi senza intervento "pensato", quasi automaticamente. Questo perché la pazienza ripaga. Il non pretendere la perfezione da subito, concentrandosi più sul proprio assetto e su delle mani ferme che mantengono solo un leggero contatto, senza fare più dello stretto necessario, fa si che il cavallo abbia il tempo di imparare a gestire il peso del cavaliere e la nuova situazione sotto la sella, in tranquillità e serenità.
Ora mi concentro sulle transizioni. Soprattutto quelle passo-trotto. Inizio a farne molte appena raggiunta la decontrazione completa nelle tre andature.

Nelle transizioni faccio attenzione a usare bene i tre aiuti insieme con delicatezza (v. post MEZZA FERMATA). Viene quello che viene. Chiaramente le prime sono sempre un po' meno eleganti 😅, ma già dopo qualcuna si nota un miglioramento netto. Questo esercizio è uno degli esercizi chiave descritti anche nel libro (LA SCALA DI ADDESTRAMENTO - ABC dell'equitazione). Appena riscontro un piccolo miglioramento cambio di mano e premio il cavallo con voce e carezza.
Dopo passo a quelle trotto-galoppo. Se necessario (dipende dal cavallo) in mezzo faccio qualche pausa al passo medio con redini abbastanza lunghe da permettere la distensione del collo.

Alla corda avevo già fatto vedere a Layla qualche barriera, prima singola, poi due, tre e infine quattro in fila. Al passo e poi al trotto. Distanza rispettivamente 70-80 cm e 1.30m (al centro - le barriere le dispongo a ventaglio seguendo il circolo).
Una volta conosciute e "capite" uno dei miei esercizi preferiti è quello di usare le barriere per lavorare sulle transizioni e la direzione
In pratica dal trotto chiedo una transizione al passo poco prima di arrivare alle barriere da passo. Posso fare la stessa cosa con le barriere al trotto, dal galoppo. È già parecchio impegnativa come richiesta. Sono più cose a cui devo pensare. L'avvicinamento corretto, il ritmo corretto che anche nella transizione deve restare fluido, poi la transizione (meglio farla un po' più lontana del dovuto inizialmente piuttosto che troppo vicina finendo sulle barriere all'andatura sbagliata o dovendo intervenire in modo troppo forte e brusco), poi la nuova andatura e il passaggio centrale e corretto sulle barriere e infine l'altra transizione ed eventualmente la nuova direzione. Una cosa apparentemente ridicola diventa un esercizio complesso e multifunzionale sia per il cavaliere che per il cavallo.
Dopo le barriere, anche qui non subito, fate continuare bene l'andatura per qualche falcata, ripartite al trotto o galoppo.
Si inizia con le barriere a terra o meglio i cavalletti nella posizione più bassa (questi non si spostano se vengono toccate). Solo quando il cavallo è già più "esperto" si passa alla posizione media per il trotto e alta per il galoppo...
L'esercizio va ripetuto qualche volta, poi si passa ad altro, poi in caso si ripete. Non continuare per troppo tempo. È stancante fisicamente, ma ancora di più mentalmente.
Questo è il primo step verso quello che un giorno sarà la palestra in assoluto più efficiente e divertente da inserire nel lavoro settimanale di ogni cavallo. Migliorerà fisico, prestazioni atletiche, andature e coordinazione e reattività del binomio, come nient'altro 🤗🔝

Buona domenica e a presto


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