EQUITAZIONE BENEFICA (libro)

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Un tempo, un cavallo poteva avere una carriera lunga e brillante, di altissimo livello, in ogni disciplina e stare bene fino in tarda età, senza avere bisogno di troppi interventi da parte del veterinario.

Oggi, questo sembra un'utopia. I cavalli vanno e vengono e, se "vanno", la colpa viene data alle circostanze, senza che nessuno se ne prenda le responsabilità.

Tanti problemi si potrebbero evitare, se ci fosse la giusta conoscenza, perché il nemico più grande dell'equitazione è l'ignoranza. Se non si sanno le cose, si fanno danni.

Molti pensano di agire in modo corretto e fanno del loro meglio, ma la frenesia dei tempi moderni impedisce alle persone di prendersi il tempo che ci vuole per approfondire i concetti in modo adeguato.

In sella siamo in grado di fare miracoli, ma i veri miracoli non sono sempre quelli che scintillano. Sono quelli che non vediamo e per cui nessuno sarà premiato, se non con la salute del proprio cavallo e con il suo benessere.

E ditemi, non è forse questa la soddisfazione più grande che un cavaliere potrà mai avere?



In questo libro troverai:

  • Il motivo per cui tu sei il personal trainer del cavallo che "muovi" o monti, inevitabilmente. Scoprirai che effetti ha il lavoro sul suo fisico e sulla sua psiche;
  • Come “funziona” il cavallo. Come cresce, come si evolve e come la conoscenza di questo può aiutare a sviluppare un piano di lavoro adeguato;
  • Il motivo per cui il cavallo non sarebbe fatto per essere montato e portare un peso, anche se è quello che si fa da secoli. Vedremo qual'è la distribuzione del suo peso in natura e come la nostra presenza influisce su di lui. Vedremo, inoltre, cosa dobbiamo fare per prevenire problemi e rinforzare la struttura in modo che il cavallo possa portarci a lungo e senza problemi;
  • Come le cose andrebbero fatte - qui vediamo un approfondimento del lavoro secondo la scala di addestramento con esempi pratici e menzioni dei possibili scenari (ogni cavallo è una storia a se e il cavaliere deve sviluppare la giusta sensibilità e imparare a cogliere i segnali che il cavallo ci da);
  • Cosa fare se il cavallo è già “addestrato"? - molti pensano che una volta addestrato non ci sia più bisogno di prendere in mano la scala di addestramento. Si pensa che il cavallo sia "pronto" e non più "verde", quindi si tralasciano molte cose che invece sarebbero fondamentali, se non vitali per il benessere del cavallo;
  • Come pianificare gli obiettivi in modo semplice e pratico, secondo una logica ben precisa;
  • Quanto importanti sono le pause e i recuperi. Sono quelli i momenti in cui avviene il vero miglioramento e la vera crescita. Se non lasciamo tempo al cavallo di recuperare e metabolizzare i concetti appresi, lavoriamo per niente;
  • Cosa fare quando le cose non vanno come dovrebbero - non sempre tutto va come uno se lo immagina. Anzi, diciamocelo, spesso il percorso non va affatto secondo i piani. Come cavaliere bisogna arrivare ad una serenità interiore tale da accettare anche i momenti di difficoltà e da imparare da essi, per trasformarli in momenti di ulteriore crescita personale. Bisogna apprezzare il percorso, non avere in mente solo la meta. L'equitazione è il percorso.
  • Come l'aspetto fisico è solo una parte e non quella più importante. Finché imponiamo le cose al cavallo, senza rispetto della sua volontà e del suo carattere e fissandoci sui nostri obbiettivi (spesso egoistici) non c'è comunicazione e quindi non c'è vera equitazione. Si deve arrivare ad un dialogo equo;
  • Quanto è fondamentale non fermarsi mai e migliorarsi continuamente. Pensare di "essere arrivati" è da ignoranti. Non si può "arrivare" con i cavalli. Si continua ad imparare, per sempre. Solo hi lo capisce e resta umile, può definirsi un vero cavaliere.

    Buona lettura!